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Elisa con Diari Aperti ci racconta l’amore più romantico!

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Un grande album romantico quello di Elisa che però…

Il nuovo album di Elisa è un ritorno in grande stile. Un disco interamente in italiano dove spiccano brani dal sapore moderno ma con un’identità riconoscibile che attinge spesso a diversi autori del panorama musicale italiano nascente.

Diari Aperti, titolo dell’album, si apre con TUTTA UN’ALTRA STORIA. Originale, divertente, con un testo che va ad incastro e molto ispirato. Un bel pop estivo e dal grande impatto.

SE PIOVESSE IL TUO NOME è il brano di Calcutta che ha spopolato in radio. Altro brano riuscito ed Elisa impreziosisce il tutto con la sua voce delicata e intima. Poi quell’inciso che è già storia: poesia in musica.

TUA PER SEMPRE, sembra riportare l’Elisa degli anni 2000, con quei ritmi pacati che portano ad incisi che si stampano poi in testa. Il testo qui non è ispirato come negli altri due brani ma rimane in piedi, come la storia d’amore che Elisa canta.

E poi un piccolo ma grande capolavoro: ANCHE FRAGILE. Qui ci alziamo di livello; una ballata intima dedicata ad un amore difficile che però è una dolce scusa per svelare parti di sè. Tutto è dove deve essere in questa canzone commovente dove gli archi rendono magica ogni parola. Spero diventerà uno dei prossimi singoli.

PROMETTIMI, e ci siamo ancora. Un’altra ballata che rimarrà, perché nessuno può rimanere indifferente ad essa. Qui però succede che forse le strofe sono più forti dell’inciso. Un andare musicale alla Imagine di Lennon ma senza finire nel copia e incolla.

L’AMORE PER TE, ecco, forse c’è poca varietà di tematica. Si punta ancora sull’amore, però, però… ancora una volta ci siamo. Un soffio delicato, di qualità, con ritmo trascinato dal pianoforte che si lega perfettamente alla chitarra acustica. Anche il testo rimane su.

L’ESTATE È GIÀ FUORI, fa cadere l’album di uno ma anche di due gradini. Tormentone estivo con testo abbastanza banale. Qui Elisa strizza l’occhio già all’estate 2019. Brano da cestinare.

CON TE MI SENTO, Elisa ritorna a cantare l’amore. Chitarra acustica che accompagna le strofe che trovano in parole comuni la propria direzione. La canzone non decolla, non fra le migliori sicuramente.

VIVERE TUTTE LE VITE, e qui, alziamoci in piedi. Altro capolavoro dell’album. Scritta dal giovane genio di Federica Abbate: una canzone spensierata, con concetti importanti che vengono espressi con disarmante freschezza. La scrittura è nuova, un po’ alla Levante, piena di doppi sensi e metafore da cogliere. Gran pezzo.

COME FOSSE ADESSO, ritorna la vecchia Elisa. Atmosfere guidate dal pianoforte, mentre le strofe preparano il terreno per un inciso forte. Inciso, che però, non arriva mai. Qui Elisa punta sul racconto, lasciando fotografie di quotidianità. Ci siamo a metà e tra l’altro si punta ancora su una storia d’amore.

QUELLI CHE RESTANO, il grandissimo capolavoro assoluto dell’album. Una canzone non per le radio, perché questo è un brano intimo, da ascoltare di notte… lontano dal mondo. Uno di quei brani che ci raccontano, testimonianza di vita vera. Qui Elisa pesca il grande jolly, sì, De Gregori ritrova la sua più grande ispirazione per un brano che ha nel testo tutta la sua più grande caratteristica musicale. Chapeau.

Chiude così un album ampiamente riuscito, forse il difetto principale è la mancanza di tematiche, in quanto l’80% delle canzoni ha la storia d’amore come leitmotiv musicale. Potremmo dire, quindi, che questo è un grande album romantico, intimo, che credo rimarrà nel tempo. Elisa è tornata da un po’ e non vuole proprio far scendere di livello la sua grande carriera.

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