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Il Rock in Italia sta morendo. Ed ecco perché…

Il Rock in Italia: questo noto sconosciuto!

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Il rock in Italia sta morendo, e non è una di quelle frasi ad affetto per far cliccare sull’articolo e avere qualche visualizzazioni….

Il rock in Italia sta morendo, e questa non è una di quelle frasi ad affetto per far cliccare sull’articolo e avere qualche visualizzazioni. La realtà oggi dice questo, e da un purista rock non è poi tanto difficile accorgersene. I grandi big della musica riescono ancora a stare a galla ma inserendo i brani più rock in album che poi vedono uscire dei singoli più radiofonici, mentre la nuova generazione musicale diventa un problema quasi tragico.

I Talent vedono poco bene l’impostazione rock dei suoi cantanti: chi entra in quei programmi, e non è una mia opinione ma un dato di fatto, entra pop ed esce tremendamente ancora più pop. A poco è servito mettere Manuel Agnelli in uno di quei programmi, anche lui, per forza di cose, viene risucchiato nel mondo dorato del pop televisivo.

Nessuno osa più, si preferisce ormai mettere dietro un pull di autori prestabiliti che fanno un uso spropositato dell’elettronica. Tutto questo diminuisce i costi, anche perché sta per finire il tempo dei turnisti in studio che suonano uno strumento; la nuova frontiera è il digitale, basta un pc e si creano musiche di ogni genere. Così facendo morirà il rock.

Negli Stati Uniti hanno invece un’altra cultura e rimangono sempre legati ad una ad un’idea musicale diversa e forse ahimè, migliore della nostra. Le band rock storiche rimangono al passo mentre avanzano quelle nuove. In Italia niente di tutto questo.

Ormai c’è il trend dell’hip hop, del rap melodico che impazza nelle radio del nostro bel paese. Già, proprio le radio, quelle non ammettono tempi morti e un assolo di chitarra è un tempo morto per loro! Anche il sound più aggressivo poco si sposa con i loro canoni, ed ecco perché in Italia il rock sta morendo, ucciso dai discografici che preferiscono accomodarsi nel pop invece che riprovare a far resuscitare un genere musicale che vede il suo periodo d’oro in Italia negli anni ’80 e 90’, pur essendo partito negli anni ’70.

Nella nostra nazione, la nuova generazione, quasi ignora la storia rock che il nostro paese ha avuto: nomi come PFM, Finardi, Bennato, Graziani, sono sconosciuti ai più. Diversa cosa è per i big contemporanei: Vasco Rossi per esempio, rimane aggrappato alla sua idea primordiale di intendere il rock, e nei suoi album ci sono sempre 3 o 4 brani che rispecchiano al meglio il genere, ma tutto questo viene relegato appunto ai meandri dell’album, i singoli in radio sono quelli più pop, quasi accettando uno status quo che ormai vige in Italia. Ligabue ha perso tutta la sua verve potente, puntando su un sound decisamente più pop mentre i Litfiba rischiano di ripetersi all’infinito pur essendo consapevoli di questo problema, ma preferiscono rimanere fedeli a sé stessi pur di evolversi. I Negrita quando vogliono graffiare lo sanno fare ancora, ma gli ultimi singoli sono tutti standardizzati nel trend radiofonico di cui sopra ho già parlato. E allora Edoardo Bennato rimane uno degli ultimi baluardi del rock, anche se le radio lo hanno proprio dimenticato. E poi le certezze che vengono da sempre snobbate appunto dalle radio italiane: Afterhours, Omar Pedrini, Pia Tuccitto, Marlen Kuntz, Andrea Ra e una miriade di band che sono il sottobosco più bello della musica italiana.

Come potete vedere tutti big che sono in attività da un paio di anni. E i giovani? Avevamo affidato le nostre speranze a Fabrizio Moro, ma questo dopo un inizio di carriera esplosivo, sta virando verso suoni elettronici che lo hanno portato ad una svolta concreta nel suo percorso. E allora rimangono i Negramaro? Modà? Già, si rabbrividisce ad abbinare il rock a queste due band, e mentre i Negramaro si avvicinano sempre di più allo stile dei Muse, i Modà con i loro testi a volte adolescenziali, cercano sempre l’arrangiamento rock sconfinando però nella ripetizione infinita. Sì, oggi in Italia abbiamo anche creato un nuovo genere musicale: il rock pop melodico, non c’è altro genere in cui inserire questi e tanti altri gruppi.

Il rock viene quindi lasciato da parte, servirebbe una scuola tutta italiana che possa sfornare brani che siano affini al genere musicale che tanto amo. Ci stiamo provando con la Dino Vitola Editore, ma si ha la sensazione che ce la cantiamo e suoniamo da soli, perché il cambiamento dovrebbe venire nel mondo delle radio, dei discografici, dei Talent, io proporrei le categorie “Band rock” in quest’ultimi, perché sarebbe il tentativo creato ad hoc per non far morire il genere.

Bisognerebbe fare un’ora a settimana nelle scuole per insegnare il rock, perché questo è sempre stata la melodia degli ultimi, di quelli più incazzati, e poi si sa, quando suoni dal vivo, il rock ti dà tutta la totalità della bellezza della musica, ascoltare un assolo di chitarra, di basso, e il tutto spinto da una batteria che picchia forte, non è solo un ritmo predefinito… ma la sensazione più bella che possa esistere.

Speriamo di vedere un cambiamento di marcia o fra vent’anni assisteremo all’estinzione completa del genere.

 

Davide Beltrano IlFolle

1 Commento
  1. Antony Rosano dice

    A un senso quello che dici perché ami questo genere , ma la musica non è solo Rock, c’è il Jazz il Soul R&B e tanti altri , sono vari perché il genere umano è vario, è un po presuntuoso imporre un genere musicale addirittura come dici tu a scuola! Chi ama la musica se la va a cercare qualsiasi sia il genere , se il Rock attualmente dopo essere stato per molti anni seguito , non ha la popolarità di un tempo e perché ha bisogno di una evoluzione che ancora non è arrivata, ma tra un passaggio e l’altro c’è il periodo di transizione e probabilmente è quello che stiamo vivendo adesso.

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