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Veronica Vitale: “Inside the Outsider”.

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I viaggi nel mondo di Veronica…

Non si può chiedere al dolore, meno dolore, ed al bene, più bene, perché il dolore esige di essere sentito, ed il bene esige di essere dimostrato. Capire che un’artista con più coraggio di quanto creda, conquisti da sola la propria rotta sulla lunga strada verso la felicità, non può chiamarsi successo? In fin dei conti, questo diario non racconta della vincitrice di un talent show, e nemmeno della figlia d’arte o l’erede di una persona famosa, non avevo mai firmato con una Major, e non ero la donna di nessun uomo influente, questo è il Diario di Bordo di un Outsider, uno di quelli che si scrivono giorno dopo giorno, anno dopo anno, mentre ti rimbocchi le maniche, con un morso allo stomaco, in fila ad aspettare il tuo turno sulla lunga strada verso la felicità.

“Devi essere come una nave corazzata, un fiume sottomarino,
che anche quando é intrappolato, non smette mai di correre verso il mare”

La mia è una storia in cui improbabili eventi conducono ad un lieto fine, di un successo fatto di passettini e gavetta. Dall’Estero all’Italia. Ho cercato di raccontare alcune parti di una storia, la mia, in cui indipendentemente dal proprio contesto, chiunque potesse leggerla e percepire immediatamente l’idea di una lotta per liberarsi. Tutti hanno bisogno di uscire da qualche situazione, che si tratti di una guerra interiore o di una circostanza contraddittoria, ed essere liberi. La vita degli artisti nasce più o meno così, occasioni perdute ed incontri fortunati. Facendo buon viso al cattivo tempo, e ricominciando, da capo a fondo, come sopra, così sotto.

“Inside the Outsider” racconta alcune parentesi di questi viaggi nel mondo; il mondo intorno ed il mondo dentro “colui pensa fuori dagli schemi” ovvero: l’Outsider -(il non favorito, lo sconosciuto, lo straniero, l’emarginato). Un #DiariodiBordo dal linguaggio liquido in cui trovare la mappa per raggiungere un’isola in cui il tesoro é la nostra Felicitá.

“Tu sei Chi Scegli e Cerchi di Essere” – La mia storia ha in comune con le migliori fiabe la stessa cosa: la trasformazione ed il cambiamento. Cambiare é umiliante e non ci fa sentire bene, ma al contrario di qualunque altra specie, possiamo “scegliere”. Cambiare infondo, è tutta una questione di umanitá. Sarei potuta rimanere un giovane marinaio di vedetta per molto tempo, incantata con gli occhi fissi sull’orizzonte mentre la nave lascia il porto e si dirige verso il mare aperto, ma la verità é che i dieci anni in viaggio mi hanno trasformata in corsaro. Più andavo avanti, più il tempo scivolava via dal mio orologio e più appartenevo a me stessa, più costruivo la mia nave e più diventavo capitano di quella nave, alle spalle della discografia italiana. Poi un giorno, come un orizzonte limpido che spacca il cielo a metà, ho incontrato la vera “me stessa”.

“La mia vita é stata fin da subito come una nave. Mi volevano donna ma io ero nata guerriero, come quello descritto da Paulo Coehlo, un guerriero della luce con una storia da raccontare, una di quelle accompagnate da una fantastica colonna sonora.” – Ci sono cose che nella vita accadono perché deve andare così. Io ad esempio, ero come il sole, ero felice e piena di speranza, poi ad un certo punto sono scomparsa in un inverno senza fine. Avevo 11 anni quando ho subito 4 tentativi di rapimento, e poi il bullismo in contemporanea in prima media, E da lí ho vissuto con la faccia prostata a terra, mi guardavano per strada e quegli sguardi dicevano con disgusto «non siamo riusciti ad eliminarla». Non l’ho scelto, ma è stato lì che proprio come oggetti che si illuminano a turno sotto il riflettore di un teatro, che all’improvviso arriva il pianoforte, e mi salva. La vita mi aveva tolto la parola, ma Dio mi ha restituito un linguaggio universale. Suonavo senza mai aver studiato, non da musicista, ma compositore. Ecco, quando riguardo la mia vita, vedo che la musica mi ha scelta, io ne avevo più bisogno degli altri. La musica per me doveva essere una cura contro la solitudine, doveva trasmettere e far guarire. È così che Dio ci ha creati, con un bisbiglio nel nulla, un suono nel silenzio di un’infinita oscurità, ed è perciò così che vorrebbe guardarci: sempre accompagnati da una straordinaria colonna sonora.

“Ho scritto il mio Diario di Bordo con gli occhi di chi ne ha viste tante ed il sorriso di chi le ha superate tutte” – Ho sempre pensato ai “corsari” come ai personaggi più affascinanti, nonostante la pelle consumata dalle frustate del nostromo ed i nodi della velocità del vento addosso, vanno sicuri all’arrembaggio consapevoli di poter morire, e nonostante tutto, li trovi lì, pronti a gettarsi in un combattimento corpo a corpo, all’assalto, perché dalla propria sopravvivenza può nascere una nuova storia, ed una rotta. Ecco cosa ho voluto fare io, sopravvivere, testimoniare la mia sopravvivenza e consegnare la mia rotta per la lunga strada verso la felicità a qualcun altro.

“Troppo spesso le persone pensano che il talento sia una questione di fortuna, ed a nessuno viene in mente invece che la fortuna possa essere tutta una questione di talento, con un morso allo stomaco mentre ti rimbocchi le maniche, in fila ad aspettare il tuo turno sulla lunga strada verso la felicitá”

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