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L’album di Aiello? È il vento nuovo del pop italiano…

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La recensione di Davide Beltrano IlFolle…

Aiello è il nuovo che avanza, e lo fa per una serie di intuizioni musicali che lo portano ad un livello superiore di tanti emergenti che non sono altro che un copia e incolla di precedenti artisti.

Aiello ha melodie vincenti, testi criptici e per questo particolari; ha delle intuizioni diverse dal pop italiano italiano che ascolti spesso in radio.

Te ne accorgi già dall’intro, DOVE VANNO A FINIRE, che potrebbe essere un inno generazionale dove la nostalgia fa a botte con la malinconia del tempo andato.

E si prosegue con FARFALLE, un altro ballatone di quelli che potrebbero farti innamorare di un artista sin dal primo ascolto. Il testo è sempre pregno di quotidianità per poi arrivare a quell’inciso trascinante, parte integrante di un’idea precisa di fare musica.

E si avanti sempre con quell’elettronica che a volte potrebbe sembrare di troppo ma è una scelta vincente per riempire le melodie di Aiello sempre piene di power nonostante siano spesso ballate.

CHE CANZONE SIAMO è il momento perfetto che nei live sarà un sorta di must per Antonio. Quello che è più evidente, è che l’artista calabrese poggia tutto sui testi così particolari che ti lasciano a volte senza parole altre volte ti inchiodano a lì a chiederti ripetutamente: “Ma cosa avrà voluto dire?”.

CERTE LUNE è uno dei brani più riusciti dell’album, forse il piccolo capolavoro in mezzo ad altri giganti. Quando Aiello si lascia andare porta su la sua poetica, sempre così delicata ma allo stesso momento irruenta per profondità e sensibilità d’animo. Il testo più bello dell’album forse, impreziosito da quel pianoforte che lascia spazio poi ad un’apertura armonica più totale.

PER LA PRIMA VOLTA è un piccolo passo indietro ma comunque un brano che non cade mai dalla sufficienza. Qualcuno potrebbe storcere il naso per le scelte musicali così artificiali ma è una via di mezzo per entrare a contatto con l’essenza di Aiello, se togli quella, rimane poco per dare un giudizio più esaustivo.

VIENIMI A BALLARE è il tormentone che ci ha fatto compagnia nel 2020, un brano pronto per le radio ma che forse non dà il giusto valore alla creatività a tratti geniale dell’artista. Un tormentone insomma e non troppo di spessore a mio modo di vedere.

SCOMPOSTO è un piccolo esperimento poetico che parte proprio dalla parola “scomposto”, da qui Aiello va dentro i suoi ricordi sempre tenendo a galla la parola dove far girare tutto il resto del testo. L’esperimento è riuscito a metà ma sicuramente non si può dire che questa sia una canzone brutta.

A questo punto l’album potrebbe anche finire qui per via di brani validi e che a volte vanno al di là della sufficienza, toccando per qualche momento il sublime.

Invece arriva “LA LA LAND” che è una sorta di omaggio all’omonimo film dove Aiello ci butta dentro le sue “fotografie”. Il ritornello è troppo invasivo con una ripetizione eccessiva che poco si cala bene nella composizione generale del brano.

DI TE NIENTE è tutta un’altra cosa. Aiello conserva per il finale una perla rara e stupendamente bella. Il suo fulcro è il rapporto d’amore dove cela dietro mille concetti, tratti esistenziali che l’artista fa a fatica a gestire nella vita quotidiana. La penna di Aiello a volte è un fiume in piena dove dentro troviamo tutti i suoi perché!!

Chiude l’album ORA, brano del quale abbiamo già parlato considerandolo un pop nuovo e che valorizza appieno le doti di Aiello. Un brano riuscito, speciale proprio come la penna di questo artista che porta freschezza nel mondo musicale italiano.

È un album da 8, perché perché anche quando le canzoni non ti piacciono non puoi non considerare il fatto che ci sia freschezza dentro esse, quella sorta di originalità che pongono Aiello come il vento nuovo che spazza via mezzo pop contemporaneo italiano.

Voto 8

IlFolle

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